REMIGRAZIONE: CONTRASTARE NON E’ GOVERNARE

15 Aprile 2026

Remigrazione. La parola è nuova, ma il messaggio è semplice: meno stranieri, più espulsioni, maggiore sicurezza. La cosiddetta remigrazione si presenta così e trova consenso perché promette soluzioni apparentemente definitive a problemi complessi. Ma è davvero questa la strada per governare le migrazioni?

Non mancano infatti gli argomenti che dimostrano la debolezza di questa proposta. Sono argomenti che dovrebbero essere assunti fin d’ora, in vista delle prossime elezioni, come base di un differente programma di governo, capace di affrontare le sfide delle migrazioni con realismo, responsabilità e nel quadro del rispetto della dignità di ogni essere umano e dei principi dello Stato di diritto. In questa prospettiva, gli articoli 3 e 10 della Costituzione devono costituire un riferimento imprescindibile per ogni intervento normativo in materia di immigrazione.

Questa impostazione si inserisce in una linea consolidata, che tratta l’immigrazione soprattutto come questione di sicurezza e ordine pubblico. È una scelta politica chiara, che solleva però una domanda di fondo: può un fenomeno complesso e strutturale essere affrontato in questi termini? Riprendo qui alcuni spunti di un breve saggio, Remigrazione e governo delle migrazioni”, in cui ho analizzato le soluzioni proposte.