CITTADINANZA. PERCHE’ UNA SOLA PROPOSTA E’ DIVENTATA URGENTE?

17 Settembre 2026

La proposta di legge C. 2124 della Lega rende più restrittive le condizioni per l’acquisto della cittadinanza, rafforza i requisiti linguistici e amplia i casi di revoca. A luglio la Camera l’ha dichiarata urgente. Ma altre proposte che intervengono sugli stessi istituti restano ferme. Perché?

Le audizioni sulla proposta di legge C. 2124, presentata dal leghista Igor Iezzi, sono iniziate presso la Commissione Affari costituzionali della Camera. Il testo rende più restrittive le regole sulla cittadinanza. Per chi è nato in Italia e la cittadinanza a 18 anni, alcune condanne penali o motivi di sicurezza nazionale potrebbero impedirne l’acquisto. In caso di procedimento penale in corso, l’acquisto verrebbe sospeso. Nuovi limiti sono previsti anche per la naturalizzazione. Si rafforzano inoltre i requisiti sulla conoscenza dell’italiano. Infine, si ampliano i casi di revoca della cittadinanza già acquisita, estendendoli dal terrorismo ad altri gravi reati.

La domanda allora è inevitabile: perché proprio questa proposta è stata avviata all’esame, mentre altre sulla cittadinanza, alcune delle quali intervengono sugli stessi istituti, rimangono ferme?

Da 24 proposte insieme a una sola

Il 25 febbraio 2026 la Commissione Affari costituzionali avrebbe dovuto iniziare l’esame congiunto di 24 proposte sulla cittadinanza, di maggioranza e opposizione. L’abbinamento era stato disposto d’ufficio dal presidente Nazario Pagano sulla base, dichiarò, di «valutazioni tecnico-giuridiche in linea con quanto previsto in materia dal Regolamento». L’articolo 77 del Regolamento della Camera prevede infatti l’esame abbinato dei progetti «identici o vertenti su materia identica».

Simona Bonafè, del PD, osservò però che le 24 proposte erano molto diverse: alcune riguardavano l’acquisto della cittadinanza, altre la revoca o la preclusione all’acquisto. Iezzi condivise l’obiezione, sostenendo che la sua C. 2124 affrontava temi diversi da quelli di «numerose altre» proposte. Pagano rinviò l’esame, riservandosi un’ulteriore valutazione.

Quattro mesi dopo il quadro cambia. L’8 luglio la Commissione avvia l’esame della sola C. 2124 Iezzi. Nello stesso giorno la Camera ne approva la dichiarazione d’urgenza. Seguono le audizioni. Dalle 24 proposte inizialmente abbinate si passa dunque a una sola, esaminata autonomamente e con procedura d’urgenza.

Proposte diverse ma con sovrapposizioni

L’eterogeneità dei testi poteva giustificare una revisione dell’abbinamento iniziale. Meno chiaro è perché sia stata avviata all’esame la sola C. 2124. Tra le proposte inizialmente abbinate ve ne sono infatti diverse che intervengono, totalmente o parzialmente, sugli stessi istituti: le C. 255, 314, 617, 1209, 1719, 1828, 1985, 2023, 2028, 2032, 2080 e 2340. Diverse modificano l’articolo 4 della legge sulla cittadinanza, sul quale interviene anche la C. 2124; altre riguardano l’acquisto della cittadinanza dei minori nati o cresciuti in Italia.

Gli orientamenti sono differenti: alcune ampliano le possibilità di acquisizione, mentre la C. 2124 ne rende più stringenti le condizioni. Ma l’esame abbinato serve proprio a confrontare soluzioni diverse sulla stessa materia. C’è poi la C. 2613 Morrone, anch’essa della Lega, che interviene sull’acquisto e sulla revoca e introduce nuovi requisiti e cause ostative, al pari della proposta Iezzi. Eppure, neanche questa è stata abbinata.

Negli atti disponibili non c’è una spiegazione

Non si può sostenere che tutte le 24 proposte dovessero necessariamente procedere insieme. Il punto è un altro: perché, escluso l’abbinamento generalizzato, non è stato valutato l’abbinamento alla C. 2124 almeno delle proposte con significative sovrapposizioni normative, alla luce dell’articolo 77 del Regolamento?

Il 25 febbraio la Presidenza aveva motivato l’abbinamento con valutazioni tecnico-giuridiche e rinviato per riesaminare la questione. Negli atti parlamentari pubblicamente disponibili non emerge poi una motivazione del passaggio all’esame autonomo della sola C. 2124. La decisione può essere maturata nella programmazione dei lavori. Resta però senza spiegazione pubblica il criterio con cui è stata selezionata questa proposta e sono state lasciate ferme le altre sovrapponibili.

Perché proprio questa, e perché ora?

La scelta assume un significato particolare perché riguarda proprio quelle nuove generazioni nate o cresciute in Italia, “cittadini sospesi” tra appartenenza reale e riconoscimento formale, a cui ho dedicato il libro Non più stranieri, non ancora italiani. La C. 2124 esprime una linea politica netta: rende più severe le condizioni per diventare cittadini italiani e amplia le possibilità di perdere la cittadinanza acquisita. La maggioranza ha pieno diritto di sostenerla. Ma rimane preoccupante il fatto che sia stata data priorità proprio a questa proposta, fino alla dichiarazione di urgenza, mentre altre che intervengono sugli stessi istituti sono rimaste ferme.

Gli atti non consentono di affermare che la scelta risponda all’esigenza della Lega di caratterizzare la propria posizione rispetto agli altri partiti della maggioranza, anche in vista delle prossime elezioni. L’interrogativo però resta: si tratta soltanto di una priorità legislativa o l’accelerazione serve anche alla Lega per marcare la propria posizione su cittadinanza e immigrazione in funzione elettorale?

Un chiarimento potrebbe venire dalla Presidenza della Commissione: perché, dopo l’abbinamento del 25 febbraio, si è arrivati all’esame autonomo della C. 2124? E perché non sono state abbinate almeno le proposte con significative sovrapposizioni normative?

Non è solo una questione procedurale. È una questione di trasparenza parlamentare e di qualità del confronto democratico, che devono essere sempre garantiti.