«E PIU’ NESSUNO E’ INCOLPEVOLE»

19 Agosto 2026

Di fronte alle immagini che arrivano dalla Cisgiordania.

Di fronte alle immagini che arrivano dalla Cisgiordania – famiglie palestinesi cacciate dalle loro case, terre e beni sottratti, violenze e intimidazioni – non riesco a non pensare alle immagini terribili delle persecuzioni antiebraiche in Europa, dei pogrom, delle violenze, delle spoliazioni e delle espulsioni dalle proprie case, di cui la Notte dei cristalli rimane uno dei simboli più terribili. Sono immagini che mi si ripresentano, ogni volta. Proprio la memoria delle persecuzioni subite dal popolo ebraico rende per me ancora più sconvolgente e inaccettabile vedere oggi coloni israeliani cacciare famiglie palestinesi dalle loro case, impadronirsi delle loro terre e dei loro beni, esercitare violenza e sopraffazione, con la protezione, il sostegno o la complicità, attiva o tacita, delle autorità israeliane.

Nulla di questo cancella o attenua l’orrore del 7 ottobre, la strage di civili israeliani e la presa degli ostaggi, né il terrorismo di Hamas e la sua negazione del diritto di Israele a esistere in sicurezza. La condanna è senza esitazioni. Ma proprio lo stesso principio che impone di condannare quei crimini impedisce di accettare che la loro responsabilità venga fatta ricadere sul popolo palestinese o che possa giustificare violenze, espulsioni e spoliazioni ai danni di civili innocenti. E vale anche nell’altra direzione: le responsabilità del governo israeliano, dei coloni e di quanti sostengono o praticano queste violenze non possono essere attribuite indistintamente al popolo israeliano, né tantomeno al popolo ebraico. Anche se anni di violenza, paura e odio hanno alimentato, in entrambe le società, un diffuso clima di ostilità e di rifiuto dell’altro, le responsabilità vanno attribuite a chi le porta, non indistintamente a un popolo.

E indigna il silenzio di molti capi di governo, compreso il nostro, appena velato da ipocriti “stiamo seguendo con attenzione”.

So bene quanto sia difficile, e anche doloroso, accostare immagini appartenenti a storie così diverse. Non intendo equipararle. Ma non riesco neppure a ignorare ciò che quelle immagini hanno in comune: persone cacciate dalle proprie case, private dei loro beni, umiliate, minacciate, costrette ad andarsene.

La dignità di ogni essere umano e i suoi diritti fondamentali non possono dipendere da chi sia la vittima o da chi sia l’oppressore. Ogni Stato e ogni autorità pubblica hanno il dovere di riconoscerli, rispettarli e tutelarli sempre, anche, e a maggior ragione, quando affermano di agire per difendere la propria sicurezza e combattere il terrorismo. Perché è il rispetto del diritto a distinguere l’esercizio legittimo dell’autorità dall’arbitrio e dalla sopraffazione. È una delle lezioni che le atrocità della storia ci hanno lasciato. Non possiamo dimenticarla.

E di fronte a ciò che vediamo e sappiamo, anche il silenzio diventa responsabilità.

E torna alla mente il verso di Montale: «e più nessuno è incolpevole».